Fatti, problemi e. . . opinioni Il 2008 nel giudizio degli amministratori comunali galatinesi alle pagg. 5-6 Fabrizio De André, la poesia fatta canzonze a pag. 4 QUINDICINALE SALENTINO D INFORMAZIONE Anno XLII - n. 2 Galatina, 30... [More]
Fatti, problemi e.
.
.
opinioni
Il 2008 nel giudizio
degli amministratori
comunali galatinesi
alle pagg.
5-6
Fabrizio
De André,
la poesia
fatta canzonze
a pag.
4
QUINDICINALE SALENTINO
D INFORMAZIONE
Anno XLII - n.
2
Galatina, 30 gennaio 2009
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Copia arretrata: euro 1,60
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Largo Bianchini, 4
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altri Paesi euro 124,00
Direttore: Rossano Marra
Lezione di democrazia dagli USA
Memorie
politiche
di un senatorea pag.
3
Avrei dovuto dedicare questo
“fondo” alla sempre movimentata situazione politica galatinese (da ultimo le dimissioni dell’assessore Maria Rosaria Romano), quindi alle
nuove tensioni che albergano nella
coalizione di centrosinistra che tenta
(invano, a detta dei più) di amministrare la nostra città in questa tormentata consiliatura.
Nata nel 2006, anche se è sempre
sul punto di cadere, l’Amministrazione comunale dovrebbe avere naturale
termine nel 2011 non perché è solida
politicamente, ma solo perché è “forte
della propria debolezza” derivante dai
numeri che di volta in volta si palesano in Consiglio comunale.
Per una volta voglio lasciare la piccola politica locale per sconfinare in
quella che comunque interessa tutti
perché, volenti o nolenti, ciò che avviene negli Stati Uniti d’America ha
sempre ripercussioni in tutto il mondo.
Il 20 gennaio 2009 sicuramente
sarà ricordato sui libri di storia come
un giorno memorabile perché, per la
prima volta, un afroamericano ha varcato da Presidente degli Stati Uniti
d’America la soglia della Casa Bianca, la residenza dell’uomo più potente
del mondo costruita dai progenitori di
Obama giunti colà, nel nuovo mondo,
in catene.
Quanto tempo è passato e quanto
sangue è stato versato per giungere alla realizzazione di quello che appena
cinquanta anni fa sembrava non solo
irrealizzabile, ma impensabile!
Il sogno lungo secoli si è realizzato,
anche se in molti Stati dell’Unione,
specialmente del Sud, resiste ancora il
razzismo non solo perché negli Stati
Uniti d’America vivono persone intolleranti, ma anche perché l’eredità della schiavitù non si cancella in un giorno.
Certo, ora è più semplice camminare nel solco scavato da Barack Obama, quarantaquattresimo presidente
degli Stati Uniti d’America, un solco
in cui altri afroamericani potranno esprimere tutta la loro voglia di far politica.
Magari meditando maggiormente su delicati temi sociali e morali
quale, per esempio, l’aborto.
La nuova America ha dato una lezione di democrazia a tutto il mondo,
portando un afroamericano, giovane e
pieno di idee, a capo del “faro” del
globo, vale a dire la superpotenza che
detiene i destini di tutti gli uomini della Terra.
Le tappe per arrivare alla rivoluzionaria scelta del popolo statunitense sono state tante e, come accennavo più sopra, anche sanguinose e tragiche.
Le dichiarazioni di Abraham Lincoln, che dovette fare i conti con la
schiavitù, accollandosi l’onere e l’onore di salvare l’Unione, hanno scosso
le coscienze di milioni di persone lungo un secolo e mezzo.
Quell’uomo,
sedicesimo presidente degli USA, non
riuscì ad affrettare i tempi per l’abolizione effettiva della schiavitù e l’emancipazione di un intero popolo perché fu fermato dalla pallottola di un
assassino.
Ma, a piccoli, anzi piccolissimi passi si sta realizzando l’integrazione che
i padri fondatori degli USA hanno indicato nella Carta Costituzionale del
1787.
Passi che fino alla metà degli
anni Cinquanta del secolo scorso non
si sono fatti.
Solo dal 1° dicembre
1955, a seguito del rifiuto di Rosa
Louise Parks di cedere il posto sull’autobus ad un bianco, si è dato inizio a
quella rivoluzione che sta portando all’integrazione razziale di fatto, perché
quella di diritto è già sancita.
Poi, con
Martin Luther King, Malcom X, Jessie
Jackson, Cassius Clay-Mohammed
Alì e tanti altri, meno famosi, è stato
più facile riprendere, con le buone o
con le cattive, il cammino dell’integrazione.
Il celeberrimo discorso “I have a
dream” di Martin Luther King del 30
luglio 1964, durante la marcia per il
lavoro e la libertà, davanti al Lincol
Memorial di Washington, rimane la
pietra miliare e il punto di non ritorno
ideale per gli afroamericani.
«Ho fatto
un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero
significato del suo credo: “Riteniamo
queste verità di per se stesse evidenti:
che tutti gli uomini sono stati creati uguali”», sono le indimenticabili parole di Martin Luther King, Premio Nobel per la Pace nel 1964, ucciso il 4 aprile 1968 a Memphis.
Quel pensiero ha ossessionato non
solo milioni di afroamericani, ma ancora più persone il cui colore della pelle non aveva importanza, a cominciare
dai nativi americani che per secoli sono stati perseguitati in nome dell’espansione verso le terre dell’Ovest, la
cui conquista gronda ancora oggi tanto sangue.
Grazie al voto del popolo americano, da oggi tantissimi altri popoli possono sperare in un domani diverso: democratico e libero.
Almeno questa è la speranza.
Rossano Marra
Azienda con Sistema di Qualità Certificato ISO 9001:2000
Certificato n.
1985
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FOGNATURE - GASDOTTI - PRODUZIONE DI CALCESTRUZZI
PRECONFEZIONATI E GRANULATI CALCAREI
73013 GALATINA (Lecce) - Contrada San Giuseppe Zona Industriale S.
S.
476
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0836561132 - 563836 - Fax 0836561226
E-mail: pietro.
depascalis1@tin.
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Barack Obama dopo aver giurato da Presidente USA sulla Bibbia,
retta dalla first lady Michelle, saluta l’immensa folla convenuta
Puntualizzazioni del Sindaco
Carissimo Direttore,
leggendo il suo editoriale del 16
gennaio u.
s.
, rilevo come, a proposito
di un mio intervento effettuato nel corso della cerimonia di intitolazione del
Palazzo della Cultura di Galatina al
compianto Prof.
Zeffirino Rizzelli e relativo al mestiere del giornalista, ci sia
stato un clamoroso fraintendimento,
probabilmente non solo per mia responsabilità ma di cui sinceramente mi
dolgo.
Le mie riflessioni sulla categoria dei
giornalisti, e la prego di credermi, non
erano riferite a Lei, e ripeto non di certo a Lei, valente giornalista ed editore
di quell’importante strumento di informazione per la nostra comunità che è il
“Galatino”.
Le mie considerazioni ed il mio
rammarico avevano come destinataria
una “certa stampa” caratterizzata dall’essere attenta solo al gossip e dall’essere avvezza più al pettegolezzo che alla cronaca o alla formulazione di un
giudizio politico immune e libero da aspettative di carattere personale.
Per quanto mi riguarda le assicuro
che continuerò a finanziare regolarmente il “Galatino” con il mio piccolo
contributo per la sopravvivenza e la
crescita dello stesso anche se continuerò a non leggerlo poiché, nella stragrande maggioranza dei casi, non ne
condivido la linea.
Nei miei pensieri e nella mia cultura politica, le posso assicurare, non esistono né gulag né tanto meno fosse comuni.
Ho colto nel suo intervento un po’di
“acredine” quasi personale, capisco
che non voglia e non possa ignorarmi
ma sopravviverò.
Senza alcun rancore e con immutata
stima
Sandra Antonica
PS: utilizzerà di certo lo spazio a sua
disposizione per commentare, non se
ne dolga se non continuerò oltre per
non tediare chi legge il giornale che lei
ora dirige e che ha alte tradizioni.
Un in bocca al lupo sincero per il
destino del giornale e per il suo.
* * *
Carissimo Sindaco,
a parte il non chiaro (per i lettori)
“continuerò a finanziare regolarmente” il giornale, che altro non è che
l’abbonamento annuale, non commento il Suo scritto solo per non innescare
polemiche che non ho mai desiderato.
Lei probabilmente immagina che criticare le scelte sia contrapposizione politica e quindi vede avversari ovunque.
Sappia che uno dei vanti di questo
giornale è quello di non essere asservito al potere!
Le suggerisco di continuare a leggere questo giornale (sì, continuare,
altrimenti non si spiegherebbe perché
nella stragrande maggioranza dei casi
non ne condivide la linea) perché potrebbe.
.
.
convincersi maggiormente
delle scelte da Lei stessa effettuate e
trovare valide giustificazioni nei confronti dei Suoi veri.
.
.
detrattori.
Auguro a Lei ed a Galatina — che
vive un periodo di appannamento ed è
sempre in attesa di scelte politico-amministrative che possano ridare slancio alla città nel campo sociale, culturale, economico e politico — un futuro
finalmente radioso.
Con la benevolenza che provo per
Lei, La ricordo sempre bambina, La
saluto assicurandoLe che tra i miei numerosi difetti, certamente non albergano né l’acredine, né la presunzione, né
tantomeno l’arroganza.
r.
m.
UNIVERSITÀ POPOLARE “ALDO VALLONE” – GALATINA
Le attività dell’Università Popolare “Aldo Vallone” continuano con le
lezioni dell’anno accademico 2008-2009 che si terranno, con inizio alle
ore 18, come sempre nei locali del Palazzo della Cultura “Zeffirino Rizzelli” con il seguente
P R O G R A M M A
Lunedì 2 febbraio 2009 – L’alimentazione nell’anziano
Relatore: dott.
Stelio Giaccari
Giovedì 5 febbraio 2009 – A disposizione dell’Associazione
Amici della Musica “Pasquale Cafaro”
Lunedì 9 febbraio 2009 – Lectura Dantis: Dante e le passioni
Relatore: prof.
Luigi Scorrano
Giovedì 12 febbraio 2009 – Salento da leggere
Relatore: prof.
Lucio Giannone
Lunedì 16 febbraio 2009 – I poeti della scuola siciliana
Relatore: prof.
Rosario Coluccia
Il sindaco di Galatina
Sandra Antonica
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Date: February 2nd 2009
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